Elementi di Bocciofilìa

Elementi di Bociiofilìa Foto Valerio Muscella

Il gioco delle bocce è uno sport nel quale gli attrezzi sono delle sfere rigide in materiale metallico o sintetico, dette bocce, ed una sfera dal diametro inferiore, detto pallino. Il gioco delle bocce è diffuso in tutti e 5 i continenti, in un totale di oltre 110 nazioni.

“Ndo sò finito stavolta?” mi è capitato spesso di pensarlo nella mia vita, assieme al resto delle domande che cadono l’una sull’altra a effetto domino subito dopo la prima: “che ce sto a fà qua? N’è mejo pensà alla salute? E questi mò chi sò?”. Nel momento in cui partono queste domande che mettono in discussione l’esperienza dell’adesso-qui, in genere capisco di stare sulla strada giusta. E spesso la strada giusta è quella del baretto, ma stavolta no, è quella del Bocciofilo di San Basilio.

I giocatori di una squadra lanciano a turno la propria boccia, alternandosi con i giocatori della squadra avversaria.

Il primo giorno carbonara, il secondo spaghetti alle vongole, il terzo fettuccine funghi e prosciutto. È un attimo capire perché sono tornato il quarto giorno. Tra un pasto e l’altro, poi, storie, tresette, vino contadino, racconti, birrette, televisione e sigarette; e un andirivieni di figli, nipoti, cognati, amici, sorelle, ex, compagne, risate, ricordi e politica. Perfetto.

L’accosto è un lancio di precisione che ha come obiettivo far arrivare la propria boccia il più vicino possibile al boccino. I giocatori che si specializzano in questo tipo di lanci vengono detti “puntatori”, o “accostatori”.

Come in ogni casa che si rispetti, c’è sempre chi si dedica alla prima accoglienza dell’ospite, che si preoccupa per il suo benestare e che introduce alle pratiche quotidiane del posto mostrandone i luoghi: un corridoio iniziale con due panchine sempre calde, un baretto dove farsi caffè e ammazzacaffè, la sala accanto per le carte, una sala grande dove ci si riunisce per mangiare e guardare la televisione, ancora qualche tavolo all’aperto per l’accuso e in fine due campi da bocce.

La bocciata è un lancio che viene effettuato con più forza ed ha come finalità quella di colpire una o più bocce avversarie con l’intenzione di allontanarle dal boccino. I giocatori che si specializzano in questo tipo di lanci vengono detti “bocciatori”.

Ho impiegato poco tempo per ambientarmi e questo dovrebbe farmi riflettere, lo so, perché sentirsi a proprio agio nel bocciofilo di San Basilio è una sensazione piuttosto discutibile, per lo meno se non sei di San Basilio. Qualche giorno fa sono entrato e nessuno mi ha detto niente, solo un paio di cenni di saluto e Stefano che mi dice: “Vabbè, mo basta, mò se voi da beve te alzi e te pii er bicchiere. Mo sei de casa mica vorrai esse servito!”. Giusto.

L’obiettivo del gioco è quello di avvicinarsi il più possibile con il maggior numero di bocce al pallino.

La disponibilità alla relazione che sto trovando in Stefano e Gino, l’apertura al confronto der Cipolla e di Marco, i racconti di Vincenzo e di Franco e l’ospitalità di tutti gli altri, sono tutti elementi che mi rendono testimone della vita di una piccola comunità nella comunità, sotto poco più di 3 metri di tetto, in una borgata che attira su di sé una valanga di stereotipi sospesi nel manicheismo urbano che contrappone la comunità autentica e pura da un lato ed emarginazione, microcriminalità e degrado dall’altro.

Ora che le regole sono chiare, comincia la partita.

 

Valerio Muscella, Fotografo

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