Il progetto TRAME | Premesse ed obiettivi

PREMESSE:
Il progetto TRAME – Trasmissioni di Memoria, nasce dalla volontà di non generalizzare, dall’idea che una città, un quartiere, un condominio, non siano entità omogenee racchiudibili in una definizione univoca. TRAME nasce dalla constatazione che una città non è fatta di edifici, strade, parchi, piazze e qualche albero, ma da flussi densi e dinamici che si intrecciano, si influenzano reciprocamente, si scontrano creando una complessità unica ed irripetibile, fatta di vite quotidiane e storie personali. Il territorio (e specialmente i suoi spazi pubblici) non è solo la cornice entro la quale questi elementi si muovono ed interagiscono, ma è parte integrante di questi flussi, che lo modificano e vengono modificati da esso.

Quando il contrasto tra i due sistemi è forte, quando le vite non si identificano con gli spazi in cui sono inserite, nasce il disagio, l’estraneità e l’alienazione. TRAME è un esperimento che tenta di cogliere una piccola parte di questo conflitto e proponendo di superarlo dialetticamente, mettendo insieme i due elementi dell’equazione in una dimensione narrativa, emotiva e personale. In particolare il progetto si confronta con chi questa relazione con gli spazi urbani del proprio quartiere la mantiene da molto tempo: gli anziani. Il territorio in questione è una di quelle porzioni di città considerate “difficili”, San Basilio, periferia storica ad est della Capitale, dalla travagliata storia di marginalità ed isolamento.

COS’È TRAME:
TRAME – Trasmissioni di Memoria è quindi sostanzialmente un dialogo. Un dialogo insolito, ibrido, complesso, in cui gli interlocutori sono molti e parlano lingue diverse, vengono da luoghi, a volte, molto lontani, non si conoscono e si rivelano vicendevolmente esperienze molto personali. Il fulcro attorno al quale si snoda il percorso progettuale è il rapporto tra anziani – memoria – territorio e le storie, i ricordi e le emozioni che questi elementi raccontano interagendo tra loro. Il secondo elemento della narrazione sono gli artisti, quattro nel caso particolare, che operano un percorso lungo di conoscenza, ascolto, interazione e restituzione agli anziani, al territorio ed al pubblico degli elementi raccolti nel proprio viaggio esplorativo in questo quartiere, guidati da chi, per ragioni anagrafiche, sociali e affettive conosce questo luogo meglio di chiunque altro. Il cardine tra questi due mondi potenzialmente distanti è il gruppo di psicologi NOEO, che mette in atto un lavoro continuativo e scientifico di stimolo, ricezione, interpretazione e restituzione degli elementi significativi generati dal processo di scambio, diventando di volta in volta traduttori, moderatori, testimoni ed elementi della narrazione.

L’altro importante attore dello scambio è il territorio stesso: sarà proprio San Basilio ad essere investito del ruolo di divulgatore del progetto. I suoi spazi pubblici ospiteranno le opere degli artisti, proprio nei luoghi che queste opere raccontano e che, quindi, hanno influenzato le vite di cui le opere stesse parlano. Questo percorso genererà, da una parte, un processo identificativo tra il territorio ed i propri abitanti, che vedranno se stessi nelle strade, sui muri e nelle piazze del proprio quartiere, dall’altra, un meccanismo più universale ed empatico di riconoscimento nelle emozioni e nelle vite così rappresentate.

Nell’ultima fase della narrazione, gli anziani, dopo aver partecipato attivamente a tutto il processo creativo, avendone appresi gli strumenti, i metodi, i concetti che lo sostengono alla base, incarneranno il ruolo di guide e disvelatori di questa complessa struttura che sta alla base della realizzazione delle opere. Nessuno meglio di loro, protagonisti, oggetto di indagine e soggetto attivo nella creazione, saprà esporre e condividere con il pubblico ciò che sta dietro le opere. Dunque, nella fase conclusiva del progetto gli anziani stessi diventeranno le guide alle proprie opere lasciate sul territorio, in un ultimo momento di socializzazione e apprendimento, arricchiti negli strumenti di comunicazione, nel bagaglio di linguaggi, nella comprensione del mondo contemporaneo ed inevitabilmente più aperti alla diversità ed alla condivisione. Il percorso è, quindi, ciclico: parte dagli anziani con le loro storie, che vengono trasformate in arte e restituite agli stessi ed al territorio tutto. Gli anziani sono gli oggetti dell’indagine degli psicologi e degli artisti, ma, nell’interazione tra loro e con gli elementi estranei al proprio quotidiano, diventano soggetti attivi nella conoscenza e nella creazione, arrivando ad essere, alla fine, narratori.

OBIETTIVI:
TRAME – Trasmissioni di Memoria ha come obiettivo principale, quindi, quello di creare relazioni insolite e far incontrare mondi apparentemente distanti, perché siano uniti nel dialogo, nella memoria condivisa e nelle emozioni profonde. Questa operazione avviene fondamentalmente attraverso tre azioni:

  • scardinare le abitudini quotidiane di gruppi di anziani piuttosto arroccati nel proprio territorio e poco comunicativi per farli confrontare con degli artisti e degli psicologi;
  • mettere un gruppo di artisti a confronto con una realtà difficile da indagare, a parlare del proprio lavoro con persone molto diverse dal fruitore usuale d’arte contemporanea;
  • porre un gruppo di psicologi clinici come elemento di cardine tra un artista e le proprie fonti di ispirazione, come facilitatore e traduttore

Il secondo obiettivo fondamentale del progetto è la creazione di un’altra relazione marginalizzata: quella identificativa ed affettiva tra i cittadini e gli spazi pubblici del proprio territorio, attraverso un’operazione culturale. Il terzo obiettivo è la promozione di un’anzianità attiva, promuovere una spinta che nasce dalla curiosità verso il mondo in trasformazione e che inevitabilmente si sente sempre più distante da sé, attraverso la consapevolezza di essere portatori di un grande bagaglio di esperienze ed emozioni universali che dovrebbero essere condivise e possono diventare arte, trasformazioni urbane, esempi negativi o positivi, fonti di ispirazione e cambiamento. Il quarto obiettivo è il confronto interno e l’emersione dialettica delle diversità. In una società così chiusa, come quella degli anziani di San Basilio l’introduzione di elementi di diversità è importante, ma anche, e soprattutto, il riconoscimento delle diversità interne e l’accoglimento di queste come elemento di arricchimento reciproco e non come una minaccia allo stato delle cose.

Il progetto TRAME – Trasmissioni di Memoria è un momento di tessitura di relazioni, di storie che si intrecciano e tra loro trasformandosi reciprocamente, il tutto attraverso gli strumenti dell’arte, del racconto, dello scambio di emozioni, che ha come obiettivo ultimo l’identificarsi empaticamente ed attivamente con gli altri e con la città, consapevoli della ricchezza delle proprie differenze.

Simone Gargano, Project Manager, WALLS

Proviamo a costruire nuove Trame

Trame_Trasmissioni di Memoria Ph. Riccardo Rabacchi

Trama = Struttura di un tessuto, intreccio.

Il termine Trame può riferirsi all’industria tessile quanto a quella televisiva e della narrazione, si parla di trame in botanica, utili per classificare, in istologia e perfino nella terminologia sportiva e politica, dove si spezzano “le trame degli avversari”.  In comune rimane la natura stessa della trama, che implica la presenza dell’altro; non esiste trama se non ci sono almeno due elementi.

Nasce su questo presupposto la volontà di chiamare questo nuovo progetto TRAME_Trasmissioni di Memoria, prodotto da CEMEA del Mezzogiorno ONLUS e curato dall’Associazione Culturale WALLS. L’obiettivo è creare nuove trame in un territorio complesso, San Basilio, nella periferia nord-est di Roma, dove quelle preesistenti sono vincolate dalle condizioni di abbandono e produttività criminale del quartiere. L’ordito di questa trama sono gli abitanti di San Basilio, nello specifico il target d’elezione sono gli anziani del quartiere, e il filo trama è la loro memoria, la storia personale e collettiva di ognuno di loro che permetterà, in un dialogo costante con l’arte, di creare nuovi tessuti.

In questo intreccio complesso gli attori insieme agli anziani sono gli artisti – Rub Kandy, BR1, Giulio Bonasera e Valerio Muscella – e il team di psicologi clinici NOEO, accompagnati da WALLS in questo viaggio sperimentale, dove l’anziano è al centro dello sviluppo dell’Invecchiamento Attivo, e il giovane è destinatario e futuro uso fruitore delle nuove trame.

Non sappiamo se sarà una trama larga o stretta, se il tessuto resisterà o sarà impermeabile, ma cercheremo di raccontarvi e creare nuove Trame.